Mercoledì, 09 Novembre 2022

KEY ENERGY - DAILY NEWS DEL 9 NOVEMBRE

CINA E CAMBIAMENTO CLIMATICO AL CENTRO DI UN CONVEGNO INTERNAZIONALE DEL KYOTO CLUB
Il ruolo e la posizione della Cina nella lotta al cambiamento climatico sono stati al centro dell´incontro ´Climate Change Perspectives: the path of China´, a cura di Kyoto Club e del Comitato Tecnico Scientifico di Key Energy. I temi sul campo erano molti, come ad esempio il modo migliore per attuare gli impegni assunti bilateralmente da Stati Uniti e Cina alla Cop26 di Glasgow, mantenendo l´incremento della temperatura entro i 2 °C e implementando i piani nazionali di intervento per ridurre le emissioni di metano, promuovere le tecnologie per l´energia rinnovabile e creare dei gruppi di lavoro che si incontrino a scadenza regolare per portare avanti questi processi multilaterali.
La domanda principale è, però, se il clima diventerà per la Cina una priorità o resterà sullo sfondo, dove è stato relegato dall´emergenza pandemica e dai problemi economici ad essa collegati. Dopo gli interventi in remoto di Zha Daojiong, docente di Politica economica internazionale all´Università di Pechino, e di Flora Kan, Team leader della EU-China Energy Cooperation platform, il tema è stato discusso da Roberto Pagani, già Consigliere per la Scienza e la Tecnologia del Consolato generale d´Italia a Shanghai, Alberto Brandanini, già Ambasciatore della Repubblica Italiana nella Repubblica Popolare Cinese e Giorgio Prodi del Dipartimento di Economia e Management dell´Università di Ferrara.
La Cina, è stato detto, ha una propria strategia in materia di clima, con un obiettivo globale al 2060 - contro il 2050 dell´Europa -, diverso da quella europea perché si tratta di un paese diverso, con un diverso livello di sviluppo economico. Questo obiettivo, che va comunque nella stessa direzione di quello europeo, viene modulato nei piani quinquennali e applicato con flessibilità maggiore di quella del Vecchio Continente. Ed è proprio la maggior attitudine cinese ad adattare gli obiettivi strategici alla situazione contingente, assieme alla nota capacità di attuare quanto stabilito, che fanno ben sperare. Nelle conclusioni, affidate a Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, è stato ricordato che la Cina è il più grande investitore mondiale nel settore delle rinnovabili e che tra dieci anni il 20% della auto elettriche vendute in Europa saranno prodotte in Cina. Tutti elementi che sottolineano come, su questi temi, nel quadro geopolitico policentrico, come quello che si sta modellando negli ultimi anni, sul tema della lotta al cambiamento climatico la strada della collaborazione sia aperta, e vitale.

L´EOLICO OFFSHORE PROTAGONISTA DEGLI INCONTRI ANEV
Protagonista dei convegni ANEV in programma oggi a KEY ENERGY è l´Eolico Offshore, finalmente divenuto realtà anche in Italia. Il potenziale di crescita dell´eolico in Italia è ancora largamente inespresso, sia sulla terra sia nel mare, e la raggiunta maturità di questa tecnologia l´ha resa competitiva anche da un punto di vista economico: necessita solo di un´opera di semplificazione che consenta di sfruttare appieno il potenziale del vento, per il bene del nostro pianeta. Le recenti sperimentazioni in ambito tecnologico hanno permesso di elaborare l´utilizzo di piattaforme flottanti per l´ancoraggio delle turbine in mare aperto, soluzione che apre a scenari di sviluppo della tecnologia eolica anche in quei contesti, dove la profondità e la rugosità del fondale chiudevano la strada ad iniziative di installazione. ´L´eolico offshore nei prossimi anni avrà un ruolo sempre più centrale anche in Italia. In particolare la tecnologia flottante è assolutamente dirompente, in generale e soprattutto per mari come il Mediterraneo, dove i fondali immediatamente profondi rendono le tecnologie offshore tradizionali non convenienti. Oggi sull´utilizzo di piattaforme galleggianti (floating offshore wind) permette l´installazione di impianti anche in aree dove le batimetrie elevate non permettevano la progettazione di turbine con fondamenta fisse (bottom fixed), ampliando notevolmente le potenzialità di utilizzo dell´energia eolica nei mari italiani, caratterizzati da profondità superiori a quelle che hanno consentito le istallazioni di turbine con fondamenta fisse nel mar Baltico e nel Mare del Nord´ - ha commentato Simone Togni, Presidente dell´ANEV . ´Il potenziale dell´eolico offshore nei mari italiani stimato dall´ANEV - ha aggiunto - , partendo da un´analisi basata sulle tecnologie attuali/prevedibili è di 5,5 GW al 2030, cioè ben più degli attuali obiettivi. È per questo motivo che il Governo dovrà essere coraggioso e non fare in modo che tale potenziale vada perso, soprattutto oggi, con la crisi energetica e le conseguenze che creerà´. Per Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente, anch´egli intervenuto all´incontro, ´i 14 anni di ritardi per avviare il primo parco eolico offshore del mar Mediterraneo a Taranto sono un caso emblematico della via crucis autorizzativa del nostro Paese. Si tratta solo la punta di un iceberg, perché in Italia sono tanti i progetti sulle rinnovabili bloccati per eccessiva burocrazia, no delle amministrazioni locali, pareri negativi delle Sovrintendenze, moratorie delle Regioni, proteste dei comitati locali e di alcune associazioni ambientaliste. Tutto ciò è inammissibile: il Paese dovrebbe chiedere scusa alle aziende che stanno investendo sulle fonti pulite in Italia. Lo sviluppo dell´eolico è fondamentale per la decarbonizzazione dell´Italia: il nuovo governo e il nuovo parlamento approvino presto le riforme mancanti per velocizzare le valutazioni e le autorizzazioni di competenza del Ministero dell´Ambiente, della Cultura e quelle delle Regioni´.
Gianni Silvestrini, presidente del Comitato Scientifico di KEY ENERGY, ha ricordato che ´il potenziale dell´eolico offshore è molto maggiore rispetto alle prime stime e anche in Italia avremo sorprese. E, per di più, si potrà creare un´industria portuale di supporto´. Hanno dato il proprio contributo al convegno: Giulia Lo Bianco, Head of Offshore Wind Italy Bayware; Francesco Balestrino, RWE Offshore Development Country Lead Italy; Salvatore Grasso, Amministratore IVPC; Bartlomiej Z. Kolosowski, Head of Section Offshore and Mid/Downstream, Southern Europe Energy Systems, DNV; Ksenia Balanda, Head of Offshore Italy, Bluefloat/ Falck Renewables; Alessandro Arienti, Head of Wind Technologies – Power Asset Renewables Development Department Edison; Mattia Cecchinato, Senior Advisor Offshore Wind, WindEurope; Antonio Zingales, Corporate Development & Innovation Director SAET.

L´EDILIZIA ALLA PROVA DELLA TRANSIZIONE AL ´SUSTAINABLE BUILDING DISTRICT´
In Europa gli edifici sono responsabili, direttamente o indirettamente, di circa il 40% del consumo di energia complessiva: da qui la grande rilevanza dei green building, capaci di ridurre del 50% il consumo energetico, del 40% il consumo idrico, del 39% l´emissione di anidride carbonica e fino al 70% i rifiuti solidi. L´edilizia sostenibile è al centro del dibattito di uno dei tanti convegni organizzati Green Building Council Italia nell´ambito di ´Sustainable Building District´, un´area dedicata all´edilizia sostenibile, che riunisce le competenze di GBC Italia in materia edilizia e l´esperienza di Ecomondo e Key Energy sui temi dell´economia circolare e delle energie rinnovabili. Si tratta di una delle principali novità di quest´anno: si trova all´interno del padiglione dedicato all´efficienza energetica e si rivolge a progettisti come architetti, ingegneri, geometri, ma anche Energy e facility manager, pianificatori urbani, Pubblica amministrazione e Amministratori di condomini. Il progetto si propone come nuova piattaforma di riferimento per quelle aziende, professionisti, costruttori, real estate e stakeholder pubblici e privati impegnati nel guidare la transizione - in particolare delle filiere edile ed immobiliare - verso la neutralità climatica. ´Dal punto di vista dei temi ambientali e dei cambiamenti climatici - ha detto stamani Marco Mari, Presidente di Green Building Council Italia - la posizione di disinteresse non è più possibile. È per questo che la nostra Associazione si impegna da anni nel definire strumenti che ci permettano di rispondere alle esigenze delle persone e dell´ambiente: i protocolli energetico-ambientali rating system sono oggi gli strumenti necessari per progettare un ambiente costruito più resiliente, sostenibile e salubre´. ´L´accordo triennale siglato da Ecomondo-Key Energy insieme a GBC Italia - ha aggiunto – ha dunque l´obiettivo di guidare la transizione verso la neutralità climatica, promuovendo un´intensificazione dei principi di circolarità, resilienza ed utilizzo di materie prime rinnovabili´.

LE OPPORTUNITÀ DELLA SOLAR BELT PER AIUTARE LE IMPRESE A CONTRASTARE IL CARO-ENERGIA

Tra le recenti novità del panorama del fotovoltaico c´è la norma denominata Solar Belt: se n´è parlato questa mattina a KEY ENERGY in un incontro a cura di Italia Solare e del Comitato Tecnico Scientifico Key Energy.
Con questo provvedimento vengono dichiarate immediatamente idonee all´installazione di impianti fotovoltaici, purché senza vincoli culturali, le aree - anche agricole - adiacenti (entro 300 metri) ai centri di consumo di energia per uso produttivo, quali gli impianti industriali e le zone a destinazione industriale, artigianale e commerciale. Su queste aree sarà sufficiente depositare al Comune una semplice Dichiarazione asseverata di inizio lavori (DILA) per installare impianti fino a 1 MWp. Rimanendo nel limite di 3 km dalle aree produttive la potenza installabile con PAS ed esenzione da screening in assenza di vincoli sale a 20 MWp se in modalità agrivoltaica, mentre per gli impianti di taglia superiore sarà necessaria l´Autorizzazione Unica.
´La Solar Belt è uno strumento particolarmente utile per favorire la realizzazione di impianti per autoconsumo a servizio di quelle imprese che non hanno abbastanza spazio sui tetti e alleviare così il peso della bolletta energetica. La dimostrazione dell´opportunità che si è creata per le imprese, soprattutto in questo periodo di prezzi dell´energia alle stelle, è l´elevato numero di progetti che stanno nascendo´, ha commentato Paolo Rocco Viscontini, Presidente di Italia Solare.

LE 100 CITTÀ SMART E CARBON NEUTRAL ALL´INCONTRO SULLA CITIZEN SCIENCE
Creare 100 città smart e carbon neutral in tutta Europa, di cui nove solo in Italia, che facciano da apripista per tutti i sindaci di un progetto che trasformerà i centri urbani a emissioni nulle al 2030. È la sfida, partita nell´aprile scorso, raccontata questa mattina nel corso dell´incontro ´Citizen Science: coinvolgere i cittadini nella transizione sostenibile delle Città Lingua: italiano´, a cura del Comitato Tecnico Scientifico Key Energy. Agli ospiti lo ha raccontato Gian Marco Revel dell´Università Politecnica delle Marche, membro del Comitato Tecnico Scientifico e Responsabile Scientifico Città Sostenibile, che ha ricordato come sia sempre più necessario il coinvolgimento attivo della cittadinanza, senza il quale gli obbiettivi di sostenibilità a livello urbano non sono raggiungibili. Negli ultimi anni sono nate molte iniziative di ricerca ed innovazione, che coinvolgono direttamente i cittadini normali nella loro sperimentazione ed attuazione. Questi progetti fanno appunto riferimento alla Citizen Science, una scienza che sempre di più si sta diffondendo anche grazie all´utilizzo delle tecnologie digitali. All´evento, durante il quale sono stati presentati e discussi esempi concreti di Citizen Science, sono intervenuti tra gli altri Beatriz Noriega Ortega dell´ECSA, European Citizen Science Association e Carlo Alberto Nucci, docente dell´Università di Bologna.

RINNOVABILI E CRISI ENERGETICA ALLA PROVA DI UN NUOVO MERCATO ELETTRICO AL 2030
La crisi energetica che stiamo attraversando si accompagna all´attesa di una forte crescita delle fonti rinnovabili, mentre le fossili andranno verso un progressivo ridimensionamento per ridurre i rischi geopolitici e rafforzare l´indipendenza energetica. Lo ha detto questo pomeriggio Alessandro Marangoni, ceo di Althesys, intervenendo a Key Energy all´incontro ´Il settore elettrico del futuro. Rinnovabili, crisi energetica e innovazione disegnano il mercato al 2030´. Efficienza energetica e più rinnovabili potranno ridurre i prezzi in futuro, ma occorrerà comunque ridisegnare il mercato elettrico per adeguarlo all´evoluzione della struttura industriale della generazione e delle infrastrutture in vista degli obiettivi di decarbonizzazione del sistema elettrico. ´Entro una decina d´anni, grazie all´elettrificazione - ha detto l´economista - la domanda complessiva di combustibili fossili si ridurrà. Rimarranno comunque elementi di criticità, che dovranno essere affrontati per poter aver un mercato elettrico più efficiente´.
Ma cos´è successo nel mercato dell´energia dal 2020 a oggi? Nel giro di due anni si è passati da prezzi del gas che erano ai minimi storici a causa della pandemia ai record verso l´alto del 2021 e 2022, con quotazioni oltre i 100 €/MWh già prima della guerra in Ucraina, poi triplicati in agosto. Dopo anni di dibattito si torna a parlare di come deve essere riformato il mercato elettrico, contemperando l´esigenza di contenere i costi delle bollette con quella di favorire la transizione energetica e spingendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Althesys ha analizzato diverse opzioni teoriche di funzionamento del mercato elettrico, raccontando le misure messe finora in campo dall´Italia per fronteggiare il ´caro bollette´
Il CEO di Althesys ha analizzato anche cosa sarebbe successo se l´Italia avesse introdotto il Tetto al prezzo del gas già adottato in Spagna: secondo le stime svolte del team di Marangoni, il tetto al prezzo del gas avrebbe permesso di risparmiare il 21%-23% del costo di approvvigionamento elettrico, cioè tra i 15,7 e i 17,5 miliardi di euro.

LE RINNOVABILI ATTRAGGONO SEMPRE PIÙ INVESTIMENTI DAL SETTORE DELLA FINANZA
Le aspettative di forte crescita indotte dagli obiettivi clima-energia europei e la crescente redditività, nonostante il caro materiali, attraggono sempre più investimenti nelle rinnovabili e nella smart energy. L´argomento è stato al centro del convegno ´Investitori, finanza e rinnovabili: anche i matrimoni di interesse funzionano´, a cura di Althesys e del Comitato Tecnico Scientifico di Key Energy, che si è svolto stamani mattina a Key Energy. Vi hanno preso parte, tra gli altri, Alessandro Marangoni, Althesys, Gianni Silvestrini, Kyoto Club, Giovanna Melandri, Social Impact Agenda, Francesco Matteucci, EISMEA - European Innovation Council, Valerio Capizzi, ING Daniele Camponeschi, Green Arrow Capital, Aldo Giretti, Vespera Energy, Andrea Ghiselli, EF Solare Italia, Gianluca Boccanera, Nextenergy Capital. Gli investimenti in tecnologie verdi rispetto ad oggi, da qui al 2030, saranno pari a 4,2 trilioni di dollari: nelle economie emergenti e in via di sviluppo si quadruplicheranno, mentre nei Paesi avanzati triplicheranno.


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